Il Premio e la sua storia

 

Il Premio Paolo Rizzi per il giornalismo è stato istituito nel 2010 per ricordare una storica firma del Gazzettino, per anni a capo della redazione di Venezia e critico d’arte di quella testata, su cui ha scritto per tutta la vita.
Promosso dall’Associazione culturale Paolo Rizzi, presieduta fin dalla sua costituzione da Rina Dal Canton e, dal 2020, da Piergiorgio Baroldi, si è negli anni sviluppato rinnovando la sua formula fino a raggiungere quella attuale. Tutte le dodici edizioni del Premio sono state coordinate da Damiano Rizzi e Vittorio Pierobon rispettivamente curatore e presidente di Giuria.

Rivolto per le prime dieci edizioni alla carta stampata e contraddistinto da un concorso aperto ai giornalisti iscritti all’Ordine nazionale, dopo l’anomala edizione del 2021, svolta sotto le restrizioni imposte dalla pandemia, il Premio inizia dal 2022 un nuovo corso presentandosi con una formula che va oltre al giornalismo spaziando negli altri campi dell’attività professionale e dei valori culturali di Paolo Rizzi. Al Giornalismo così, si aggiungono le sezioni “Arte e Cultura” e “Ambiente e Società” che avranno tre vincitori, scelti da una giuria che, a differenza del passato, viene composta non solo da giornalisti ma anche da autorevoli esponenti del mondo della cultura e della società.
Ripercorrendo la storia del Premio questi sono i principali passaggi.

2010. Nasce il Premio. A settembre la prima edizione ospitata nella fascinosa tenuta Venissa della famiglia Bisol, nell’isola di Mazzorbo.
Vincitrice del concorso una giovane giornalista, Francesca Boccaletto che viene affiancata dallo scrittore e storico Alvise Zorzi premiato “alla Carriera” con la Coppa Archimede Seguso che diventerà presto uno dei simboli del Premio.
Presenta la cerimonia il giornalista Rai, Luca Colombo.

2010-2016. Per sette anni Venissa resta la sede del Premio che aumenta progressivamente di partecipazione e qualità. I locali della tenuta diventano inadeguati per capienza e viene deciso di trasferire la cerimonia nel cuore di Venezia.

2017. La cerimonia di premiazione si trasferisce nel cuore di Venezia, nella coinvolgente atmosfera della Sala della Musica di Ca’ Sagredo, un’antica dimora veneziana. La formula viene ritoccata, e la proclamazione del vincitore viene annunciata in tempo reale con una votazione della Giuria, allargata a rappresentanti della Cultura veneta. La conduzione della cerimonia viene affidata allo scrittore e storico veneziano Alberto Toso Fei.

2019. Ancora un cambio di sede, anche Ca’ Sagredo è diventata insufficiente per le crescenti richieste di partecipazione di pubblico. Il Premio del decennale si assegna allora in una delle più prestigiose sedi monumentali veneziane, la Scuola Grande di San Rocco, nota al mondo per il famoso ciclo del Tintoretto. Oltre trecento le persone accreditate alla cerimonia.
La Giuria viene raddoppiata: quella tradizionale rappresentata dai giornalisti viene affiancata da quella chiamata dei Grandi Lettori, tra loro la direttrice della Collezione Guggenheim, Karole Vail, l’esploratore e atleta estremo Danilo Callegari, il direttore della Biblioteca Marciana Stefano Campagnolo.

Per la prima volta, il Premio ha una conduttrice femminile, la giovane e spigliata Claudia Vigato che deve “confrontarsi” nell’occasione con un gigante della comunicazione quale Bruno Vespa, insignito nella serata con il Premio “alla Carriera”.

2020. Un anno di stop forzato, come avvenuto per quasi tutte le manifestazioni in Europa. Il motivo è evidente: la pandemia da Covid-19.

2021. Il Premio riparte, ma con grossissime limitazioni imposte dal regime di emergenza pandemica. La cerimonia si svolge nell’Aula Magna di Ca’ Dolfin, prestigiosa sede dell’Università di Ca’ Foscari.
Il pubblico è contingentato: appena 58 persone partecipano rigorosamente con la mascherina. Il Premio “alla Carriera” va a Giovanna Botteri, l’inviata Rai che per prima aveva lanciato l’allarme sull’arrivo del virus dalla Cina.

2022. Ritorno alla normalità nella grande Sala Capitolare di San Rocco. La formula è ancora rinnovata con la rinuncia del Premio a concorso. In sostituzione una nuova Giuria estremamente qualificata sceglie tra una rosa di proposte i tre vincitori: Francesca Mannocchi (Giornalismo), Dacia Maraini (Cultura), Francesco Paolo Figliuolo (Società).

Nel corso degli anni il Premio si è avvalso della collaborazione di sostenitori e sponsor. Fin dall’inizio la Vetreria Archimede Seguso e l’Azienda vinicola Bisol, a cui si sono aggiunti, nelle varie edizioni, la Fondazione Archivio Vittorio Cini, Alilaguna, l’Associazione veneziana albergatori (AVA), lo Skal Club, il ristorante Do Forni, l’Istituto professionale Andrea Barbarigo e, da quest’anno, Banca Mediolanum.

Il Premio è patrocinato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto, da Il Gazzettino, dal Comune di Venezia e dalla Regione Veneto.


I Premiati

Albo d’oro

2010 | Francesca Boccaletto | Epolis
2011 | Simona Pacini | il Gazzettino
2012 | Matteo Giancotti | Corriere del Veneto
2013 | Luisa Santinello | Messaggero di Sant'Antonio
2014 | Maurizio Bait | il Gazzettino
2015 | Fabio Bozzato | Corriere del Veneto
2016 | Stefano Ferrio | il Venerdì di Repubblica
2017 | Paola Treppo | il Gazzettino
2018 | Marianna Accerboni | il Piccolo di Trieste (Arte e Cultura)
2018 | Giulia Armeni | il Giornale di Vicenza (l'Intervista)
2018 | Alberto Laggia | Jesus (Società e Ambiente)
2019 | Sergio Frigo | Il Mattino di Padova (Arte e Cultura)
2019 | Giulia Basso | Il Piccolo di Trieste (l'Intervista)
2019 | Pino Lazzaro | La difesa del popolo (Società e Ambiente)


Albo d’oro "alla Carriera"

2010 | Alvise Zorzi
2011 | Virgilio Boccardi
2012 | Michelangelo Bellinetti
2013 | Gian Antonio Stella
2014 | Francesco Jori
2015 | Massimo Fini
2016 | Isabella Bossi Fedrigotti
2017 | Ferruccio De Bortoli
2018 | Ezio Mauro
2019 | Bruno Vespa
2020 | Giovanna Botteri
2022 | Francesca Mannocchi | Giornalismo
2022 | Dacia Maraini | Arte e Cultura
2022 | Francesco Paolo Figliuolo | Società

Il Premio

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2011
2010